Costruiamo un automodello (I)

costruiamo-un-automodello

Una serie di interventi ti consiglieranno sulle operazioni relative al montaggio di un automodello in metallo. Si parte con le fasi preliminari alla verniciatura.

Preparazione
Bisogna innanzitutto asportare le sbavature della fusione dal modello. Cio’ si puo’ eseguire con una lima da metallo sulle parti piane e con frese (da montare su di un trapano da modellismo) nelle parti concave o convesse.
Spesso poi, si devono praticare dei fori (in una monoposto sono abbastanza numerosi perché vi si devono infilare gli attacchi delle sospensioni) con punte di vario diametro (un buon trapano da modellismo con un set da una decina di punte e frese è quindi indispensabile per un buon lavoro).
Il modello puo’ quindi essere lavato con alcool o detergente comune che provvede a sgrassarne il metallo facilitando le future operazioni di verniciatura.

Stuccatura
La stuccatura deve essere effettuata per eliminare eventuali porosita’ della fusione.
Personalmente la eseguo con un normalissimo stucco bianco da legno (costa poco ed il risultato è ottimo) e mi aiuto nello spalmarlo con una spatola improvvisata ritagliata nel cartone. Questa è molto flessibile e segue abbastanza i contorni della superficie del modello e va benissimo.

Seppiatura
Terminate queste operazioni si procede ad una seppiatura (carta 00) di tutto il modello, con particolare attenzione alle superfici piane, al termine, consiglio di pulire ancora una volta il modello con una spugna appena inumidita per rimuovere la polvere dovuta al carteggio.

Quale vernice usare?
La mia personale esperienza mi porta a diffidare degli acrilici che richiedono tempi di essicazione troppo lunghi e consentono il verificarsi di colature, anche se altri modellisti me ne parlano molto bene (e’ questione di scelte individuali).
Per le carrozzerie il meglio è sicuramente il nitro, perché la verniciatura deve essere abbondante e soprattutto continua su tutti i lati e va evitata al massimo sin dal primo passaggio la cosiddetta nebbia di verniciatura che è quella ruvidita’ che si crea sulle superfici non direttamente investite dal getto.

Quale supporto usare?
Per verniciare ci si puo’ munire di un supporto su cui appoggiare il modello mentre lo si spruzza, personalmente preferisco individuare sullo stesso un punto non in vista (spesso puo’ essere la protuberanza della vite di fissaggio del fondo o la superficie poi destinata alla targa sulle serie/rally) dal quale prendere con delle pinze il modello durante la verniciatura.
Mi rendo conto che questo sistema puo’ apparire per lo meno curioso, ma io mi ci trovo bene e credo che ognuno, con il tempo e l’esperienza, puo’ sviluppare un modo di lavorare personale e differente dagli altri.
Questo metodo mi da un vantaggio rispetto ad un appoggio fisso: si puo’ guardare bene da vicino ogni lato del modello appena verniciato ed individuare eventuali angolazioni da ripassare. Inoltre, nei primi secondi dopo la verniciatura è bene muovere il modello tenuto con le pinze come descritto sopra con movimento rotativo lento del polso, il che impedisce la formazione di colate dovute alla forza di gravita’.
Dopo al massimo 10 secondi la vernice nitro inizia a solidificarsi e non cola piu’. A questo punto, per consentire l’essicazione completa del pezzo verniciato, si puo’ bloccare il manico della pinza usata in una morsa od appoggiare il modello stesso su una superficie pulita e liscia con grande attenzione (in questo caso aspettare almeno 30 secondi dalla verniciatura).

Ringraziamento
Questo articolo e’ stato scritto con il prezioso e fondamentale supporto di Luca Bottazziche ringrazio pubblicamente.

Lascia il tuo commento

Autore Giacomo Banche

Occupandomi di modellismo, ho la scusa per poter continuare a giocare con soldatini, macchinine e trenini come quando ero piccolo, la differenza da allora sta’ nel fatto di poter giocare con una certa dose di serieta’. Ho iniziato a 11 anni a montare i gloriosi aeroplani della Airfix, utilizzando le mitiche colle che facevano le “fila” rendendo informi le piccole parti montate; a completare l’opera ci si mettevano le “pennellate” mai uniformi che rendevano i velivoli dei piccoli mostri. Per fortuna il tempo passa e ho scoperto bombolette e aerografo con risultati iniziali disastrosi, poi, a poco a poco grazie ai consigli dei piu` esperti e qualche buon manuale, le cose sono migliorate. Il passaggio dalla plastica al metallo e` un’evoluzione spontanea, forse una questione di “tatto” e corrisponde al mio abbandono di aerei, navi e carri armati per passare alle automobili, in particolare le monoposto di F1, pegno dovuto all’assidua presenza sui circuiti di Monza Imola e Monte Carlo. Quando iniziai la collezione di automobili, agli inizi degli anni 80, si poteva ancora entrare nei box dei circuiti e “toccare” le macchine, osservare i meccanici al lavoro e, se fortunati, vedere anche qualche pilota. Ho iniziato a perdere interesse per il circus prima con la morte di Gilles poi Ayrton e infine con il ritiro di Patrese. A partire dal 95 ho quasi smesso con i modelli in kit perche` era (e lo e` ancora) piu` conveniente acquistare i pezzi montati, qualche piccola modifica e` necessaria, ma i risultati sono sicuramente notevoli. Quando trovo un kit interessante pero' non mi tiro certo indietro! Pur interessandomi ancora alla F1, ho scoperto il mondo dei soldatini in miniatura e si sono aperti nuovi orizzonti. Collezionare soldatini mi permette di continuare l’attività di montaggio-pittura iniziata con gli aeroplani ed è la scusa per documentarsi sui vari periodi storici; in questo modo riesco a integrare il modellismo con la lettura. Con la gestione della "guida" ultimamente mi e' tornata la passione per carri e aerei per cui e' una bella lotta dedicere se iniziare uno Sherman piuttosto che un EFA o una Mc Laren!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *