Costruiamo un automodello (II)

Costruiamo un automodello (II)

Dopo aver preparato il modello, siamo ora pronti per la verniciatura. Utilizziamo la bomboletta ….
La verniciatura va eseguita in luogo possibilmente pulito.
Consiglio a tutti di munirsi di una mascherina (si trova in qualsiasi colorificio ben fornito) e di prodotti spray nitro (danno un ottimo risultato e non richiedono la perizia necessaria all’uso di un aerografo) del colore opportuno.

Questi andranno agitati abbondantemente per almeno 30 secondi prima di essere utilizzati, quindi fare uno spruzzo di prova su un foglio di carta per verificare l’uniformita’ del getto della bomboletta.

Se è inverno e la temperatura è molto bassa, tenere la bomboletta del colore in luogo riscaldato (in casa) per almeno un’ora prima di utilizzarla oppure metterla sotto l’acqua tiepida (non bollente) per circa mezzo minuto.

La bomboletta andra’ tenuta, durante la verniciatura, a non piu’ di 15 – 20 centimetri dal modello (non tenete in conto le istruzioni scritte sulla medesima, valgono per verniciature su superfici piu’ grandi, non su automodelli di 7 cm).

Il primer

Prima di verniciare il modello é fondamentale utilizzare il cosiddetto primer, che serve a fornire il fondo su cui si dovra’ aggrappare il colore definitivo del modello che deve sempre essere dello stesso tipo di quest’ultimo (es.:nitro).

In colorificio si possono trovare spray denominati orimer che di solito sono trasparenti leggermente opachi e vanno benissimo, ma io a questo scopo consiglio sempre dei colori coprenti opachi od antiruggine grigio opaco che, a differenza dei trasparenti, permettono di individuare ulteriori imperfezioni sulla superficie che erano invisibili prima della verniciatura.

Se il colore finale è, per esempio bianco o giallo, il colore primer consigliato non sara’ il nero opaco, bensi’ il bianco opaco o, al massimo, il grigio.

Pittura

Dopo una o due mani leggere ma complete di primer (non è necessario che la verniciatura si perfetta, ma che copra il modello in ogni sua parte) ed una decina di minuti, si puo’ dare il colore prescelto, possibilmente in tre mani uniformi ad una ventina di minuti l’una dall’altra.

Questo tempo è necessario in quanto la vernice, quando è asciugata, tende a ritirarsi notevolmente, riportando in risalto dei particolari in rilievo che subito dopo la verniciatura apparivano quasi cancellati dallo spessore della vernice stessa.

Con questo non voglio dire che si deve spruzzare fisso sul modello per 3 o piu’ secondi, ma che comunque bisogna ricoprire bene il modello in ogni sua parte.

Come e’ andata?

Terminata l’essicazione il risultato sara’ inappellabilmente li, davanti ai nostri occhi.

Non sempre una verniciatura é soddisfacente al primo tentativo. Quasi mai cio’ avviene ed è anzi necessario ritentare piu’ e piu’ volte prima di riuscirci. Se si ha buona manualita’ e precisione ci si riesce senz’altro.

Comunque si puo’ sbagliare anche dopo anni di esperienza ed in questo caso consiglio di rompere gli indugi e non provare a riverniciare ancora il modello cosi’ com’è: sverniciatelo completamente e ripartite daccapo, immergendo il soggetto in un bagno di solvente nitro.

La prossima settimana si concludera’ l’argomento pittura con alcune considerazioni sulla pulizia materiali, lucidatura, e utilizzo di aerografo e pennello.

Consulenza tecnica: Luca Bottazzi

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Autore Giacomo Banche

Occupandomi di modellismo, ho la scusa per poter continuare a giocare con soldatini, macchinine e trenini come quando ero piccolo, la differenza da allora sta’ nel fatto di poter giocare con una certa dose di serieta’. Ho iniziato a 11 anni a montare i gloriosi aeroplani della Airfix, utilizzando le mitiche colle che facevano le “fila” rendendo informi le piccole parti montate; a completare l’opera ci si mettevano le “pennellate” mai uniformi che rendevano i velivoli dei piccoli mostri. Per fortuna il tempo passa e ho scoperto bombolette e aerografo con risultati iniziali disastrosi, poi, a poco a poco grazie ai consigli dei piu` esperti e qualche buon manuale, le cose sono migliorate. Il passaggio dalla plastica al metallo e` un’evoluzione spontanea, forse una questione di “tatto” e corrisponde al mio abbandono di aerei, navi e carri armati per passare alle automobili, in particolare le monoposto di F1, pegno dovuto all’assidua presenza sui circuiti di Monza Imola e Monte Carlo. Quando iniziai la collezione di automobili, agli inizi degli anni 80, si poteva ancora entrare nei box dei circuiti e “toccare” le macchine, osservare i meccanici al lavoro e, se fortunati, vedere anche qualche pilota. Ho iniziato a perdere interesse per il circus prima con la morte di Gilles poi Ayrton e infine con il ritiro di Patrese. A partire dal 95 ho quasi smesso con i modelli in kit perche` era (e lo e` ancora) piu` conveniente acquistare i pezzi montati, qualche piccola modifica e` necessaria, ma i risultati sono sicuramente notevoli. Quando trovo un kit interessante pero' non mi tiro certo indietro! Pur interessandomi ancora alla F1, ho scoperto il mondo dei soldatini in miniatura e si sono aperti nuovi orizzonti. Collezionare soldatini mi permette di continuare l’attività di montaggio-pittura iniziata con gli aeroplani ed è la scusa per documentarsi sui vari periodi storici; in questo modo riesco a integrare il modellismo con la lettura. Con la gestione della "guida" ultimamente mi e' tornata la passione per carri e aerei per cui e' una bella lotta dedicere se iniziare uno Sherman piuttosto che un EFA o una Mc Laren!

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