Guida alla pittura: I Pennelli

Guida-alla-pittura-i-pennelli

Alcuni pratici consigli per la pittura dei figurini.

Contrariamente a quanto si crede il pennello piccolo non è sinonimo di precisione, molto spesso l’utilizzo di un pennello non conforme alla superficie su cui stiamo lavorando pregiudica il nostro lavoro, rendendo quasi frustrante la fase di pittura.
Riguardo ai 54mm i pennelli utilizzati dovrebbero andare dal numero 2 al numero 0.

I pennelli più piccoli non riescono a “caricare” sufficientemente colore, obbligandoci a continue “immersioni” nella tavolozza.

Dipingere con pennelli con un numero infinito di 0 inoltre non aiuta nelle fusioni delle tinte lasciando molto spesso un effetto a tratteggio, specialmente con gli acrilici.

I pennelli possono essere sintetici o di martora,obbligatoriamente per la pittura ad acrilico devono preservare il più possibile la punta.

E’ bene non speculare troppo sulla qualita’ dei pennelli, certo il prezzo non e’ indifferente ma con un minimo di cura il loro “ciclo vitale” è sicuramente più longevo, garantendo anche un’ottima qualità.

Un minimo di cura sta nel pulirli e sciacquarli dopo l’uso, rimettendo l’astuccio a protezione della punta.

Guida alla pittura: I Pennelli

Bisogna evitare, durante la pittura, che il colore arrivi nel punto dell’attaccamento delle setole;sarà difficile poi rimuovere completamente il colore che provocherà in seguito l’apertura delle setole e il conseguente danneggiamento del pennello.

Ovviamente con l’uso prolungato, le setole cominceranno ad aprirsi per l’usura; ecco un piccolo accorgimento per cercar di salvare il pennello.

Con un po’ di gel (tipo quello per i capelli) tra le dita si accompagnano le setole in modo da far ritornare la punta al pennello, prima di rimetterlo nell’astuccio.

Prima di ricominciare a dipingere occorrerà pero’ pulire il pennello. Quando anche quest’estremo rimedio sarà inutile….è ora di cambiare pennello.
I pennelli economici possono tornar utile per operazioni che non richiedano precisione, come ad esempio per la pittura del terreno o semplicemente per “spalmare” della colla vinilica alla base dei nostri figurini.

Per concludere è sempre buona cosa adoperare diversi pennelli secondo il tipo di medium adoperato, tenerne una serie per l’acrilico, per l’olio e gli smalti, e, se possibile, una piccola serie da dedicare ai metallizzati.

Lascia il tuo commento

Autore Giacomo Banche

Occupandomi di modellismo, ho la scusa per poter continuare a giocare con soldatini, macchinine e trenini come quando ero piccolo, la differenza da allora sta’ nel fatto di poter giocare con una certa dose di serieta’. Ho iniziato a 11 anni a montare i gloriosi aeroplani della Airfix, utilizzando le mitiche colle che facevano le “fila” rendendo informi le piccole parti montate; a completare l’opera ci si mettevano le “pennellate” mai uniformi che rendevano i velivoli dei piccoli mostri. Per fortuna il tempo passa e ho scoperto bombolette e aerografo con risultati iniziali disastrosi, poi, a poco a poco grazie ai consigli dei piu` esperti e qualche buon manuale, le cose sono migliorate. Il passaggio dalla plastica al metallo e` un’evoluzione spontanea, forse una questione di “tatto” e corrisponde al mio abbandono di aerei, navi e carri armati per passare alle automobili, in particolare le monoposto di F1, pegno dovuto all’assidua presenza sui circuiti di Monza Imola e Monte Carlo. Quando iniziai la collezione di automobili, agli inizi degli anni 80, si poteva ancora entrare nei box dei circuiti e “toccare” le macchine, osservare i meccanici al lavoro e, se fortunati, vedere anche qualche pilota. Ho iniziato a perdere interesse per il circus prima con la morte di Gilles poi Ayrton e infine con il ritiro di Patrese. A partire dal 95 ho quasi smesso con i modelli in kit perche` era (e lo e` ancora) piu` conveniente acquistare i pezzi montati, qualche piccola modifica e` necessaria, ma i risultati sono sicuramente notevoli. Quando trovo un kit interessante pero' non mi tiro certo indietro! Pur interessandomi ancora alla F1, ho scoperto il mondo dei soldatini in miniatura e si sono aperti nuovi orizzonti. Collezionare soldatini mi permette di continuare l’attività di montaggio-pittura iniziata con gli aeroplani ed è la scusa per documentarsi sui vari periodi storici; in questo modo riesco a integrare il modellismo con la lettura. Con la gestione della "guida" ultimamente mi e' tornata la passione per carri e aerei per cui e' una bella lotta dedicere se iniziare uno Sherman piuttosto che un EFA o una Mc Laren!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *