Jacques Villeneuve vince in Argentina e prende il comando della classifica piloti


Il 13 aprile 1997, dopo il Brasile, il mondiale di Formula Uno si sposta nella vicina Argentina, dove sul circuito di Buenos Aires scatterà il terzo Gran Premio della stagione. Una prova dominata inizialmente da Jacques Villeneuve, che in qualifica fa volare la sua Williams-Renault FW19 al punto da centrare la 100esima pole position per il team di Sir Frank.

Al via, però, la gara concede nuovamente lo stesso spettacolo dei precedenti due GP: Michael Schumacher e Rubens Barrichello, infatti, arrivano al contatto e creano il caos nel gruppo, mandando Gerhard Berger sull’erba e David Coulthard in testacoda.

 

Questo costringe la direzione gara a far entrare in pista la safety car, che ritornerà ai box solamente al quinto giro… quando la Williams di Heinz-Harald Frentzen, secondo dietro al compagno di squadra Villeneuve in testa alla corsa, decide di sventolare bandiera bianca per il cambio rotto.

A seguire la corsa sarà influenzata da alcuni incidenti: quello di Alesi ai danni della Arrows di Hill e quello della Jordan di Ralf Schumacher sul compagno di squadra Fisichella.
Nonostante le ottime qualifiche si ritirerà anche Olivier Panis, a causa del cedimento del motore Mugen-Honda della sua Prost.

Villeneuve, nel frattempo, continua agilmente a comandare la gara davanti alla Ferrari di Eddie Irvine, che nel finale tenta di avvicinarsi alla Williams del rivale senza riuscirci. La sua Ferrari F310B, infatti, non ha abbastanza potenza per riuscire nell’attacco decisivo e questo permetterà al pilota canadese di vincere il suo secondo Gran Premio della stagione 1997, proprio davanti al nordirlandese e alla Jordan di Ralf Schumacher, riuscito a scamparla dal contatto con il compagno Fisichella.

In questo Jacques Villeneuve prenderà il comando della Classifica Piloti con 20 punti, scalzando David Coulthard e Gerhard Berger, entrambi a dieci lunghezze e davanti al finlandese Mika Hakkinen e al due volte Campione del Mondo Michael Schumacher.

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