Pittura in acrilico

Pittura in acrilico

Scopo di quest’articolo e’ di offrire agli amici modellisti e specialmente ai neofiti un po’ piu’ di chiarezza sulle tecniche base di pittura dei figurini in acrilico partendo dal presupposto che nessuno ha la pretesa di essere un maestro o un critico delle tecniche di pittura.

Il colore
In commercio esistono diverse marche di colori acrilici, ognuna con una tabella colori sufficiente per ogni esigenza cosa che evitera’ complesse amalgame.
Il colore cosi’ come esce dal contenitore dovra’ sempre essere miscelato con acqua per non pregiudicare quelle che sono le proprie caratteristiche.
Tra le sue qualita’ spicca sicuramente l’opacita’ del soggetto a lavoro ultimato, cosa che rende l’acrilico estremamente popolare.
Altra sua qualita’ e il fatto che i colori non rilasciano alcun odore, quindi possono essere usati tranquillamente tra le mura domestiche.
L’apprendimento della tecnica non e’ una cosa immediata ma con un po’ di pratica (come tutte le cose) si ottengono degli ottimi risultati.
Data la composizione stessa del colore, l’acrilico è particolarmente sensibile alle scalfitture anche se i colori in se stessi sono molto coprenti e con un’asciugatura pressoche’ immediata da non rendere obbligatoria una mano di primer.
Durante la pittura in acrilico le mani di colore si sovrapporranno, occorre prestare sempre la massima attenzione a tener la mano morbida perche’ e meglio dar due mani leggere che una spessa cosa che comprometterebbe il nostro risultato finale.

Analizziamo ora alcune tecniche di pittura:
Pennello asciutto
In inglese drybrush (spazzolare); consiste principalmente nel dar luce o ad accentuare i rilievi di una miniatura.
Si intinge il pennello con una minima quantita’ di colore, si asciugano le setole su un panno pulito e assorbente in modo che pochissime particelle di colore rimangono attaccate alle setole quindi si stende il pennello leggermente sulle parti da colorare.
I rilievi saranno accentuati dal colore che non penetrera’ in profondita’.

Lavature
Se il drybrush serve ad accentuare i rilievi, le lavature penetrano nelle pieghe e danno profondita’ al modello.
Consistono nell’adoperare il colore piu’ scuro della tinta originale molto diluito.
Il colore si accomodera’ nei solchi rendendo in ombra il colore originale.

Ombreggiature e lumeggiature
Con l’acrilico sono praticamente impossibili le sfumature ottenibili con i colori ad olio per via della sua immediata asciugatura.
La lumeggiatura consiste nel sovrapporre le mani di colore schiarendo la tinta base ma diminuendo l’area da pitturare a seconda della parte in rilievo della miniatura che sara’ piu’ esposta alla luce.
L’ombreggiatura e’ l’opposto, si scurisce leggermente il colore verso le zone in ombra della miniatura.
Affronteremo in un prossimo articolo le problematiche legate ai pennelli, tavolozze etc.

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Autore Giacomo Banche

Occupandomi di modellismo, ho la scusa per poter continuare a giocare con soldatini, macchinine e trenini come quando ero piccolo, la differenza da allora sta’ nel fatto di poter giocare con una certa dose di serieta’. Ho iniziato a 11 anni a montare i gloriosi aeroplani della Airfix, utilizzando le mitiche colle che facevano le “fila” rendendo informi le piccole parti montate; a completare l’opera ci si mettevano le “pennellate” mai uniformi che rendevano i velivoli dei piccoli mostri. Per fortuna il tempo passa e ho scoperto bombolette e aerografo con risultati iniziali disastrosi, poi, a poco a poco grazie ai consigli dei piu` esperti e qualche buon manuale, le cose sono migliorate. Il passaggio dalla plastica al metallo e` un’evoluzione spontanea, forse una questione di “tatto” e corrisponde al mio abbandono di aerei, navi e carri armati per passare alle automobili, in particolare le monoposto di F1, pegno dovuto all’assidua presenza sui circuiti di Monza Imola e Monte Carlo. Quando iniziai la collezione di automobili, agli inizi degli anni 80, si poteva ancora entrare nei box dei circuiti e “toccare” le macchine, osservare i meccanici al lavoro e, se fortunati, vedere anche qualche pilota. Ho iniziato a perdere interesse per il circus prima con la morte di Gilles poi Ayrton e infine con il ritiro di Patrese. A partire dal 95 ho quasi smesso con i modelli in kit perche` era (e lo e` ancora) piu` conveniente acquistare i pezzi montati, qualche piccola modifica e` necessaria, ma i risultati sono sicuramente notevoli. Quando trovo un kit interessante pero' non mi tiro certo indietro! Pur interessandomi ancora alla F1, ho scoperto il mondo dei soldatini in miniatura e si sono aperti nuovi orizzonti. Collezionare soldatini mi permette di continuare l’attività di montaggio-pittura iniziata con gli aeroplani ed è la scusa per documentarsi sui vari periodi storici; in questo modo riesco a integrare il modellismo con la lettura. Con la gestione della "guida" ultimamente mi e' tornata la passione per carri e aerei per cui e' una bella lotta dedicere se iniziare uno Sherman piuttosto che un EFA o una Mc Laren!

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