Primi passi (III) – La pittura

Primi passi (III) - La pittura

Terza parte del mini corso per principianti: la pittura, gioia e dolori di noi modellisti.
Volendo, potremo gia’ fantasticare sull’utilizzo dell’aerografo, rimaniamo pero’ con i piedi per terra e pensiamo a reperire il materiale necessario.
Si comincia dai pennelli, penso che due o al massimo tre possano bastare.
Ne avremo bisogno di uno a punta tonda, abbastanza piccolo e un paio piani.
I pennelli hanno una numerazione progressiva dal numero 0000 in poi, piu’ il numero e’ grande piu’ e’ grande la punta: nel nostro caso potremo utilizzare un numero 0 o 1 per il pennello tondo e 2 e 6 per i pennelli piani.
La scelta e’ comunque dettata dalla superficie da dipingere, visto che il nostro carro non ha grosse dimensioni, penso che possano andare bene.
Il tipo di “pelo” e’ un’altra caratteristica del pennello, ne esistono di sintetici, di martora, di bue etc. la differenza naturalmente e’ il costo: un pennello da 3/4 Euro e’ gia’ un pennello piu’ che accettabile e durera’ a lungo se lo cureremo nel giusto modo.
Passiamo poi ai colori, altra scelta ardua.
Penso che la scelta sia abbastanza obbligata: smalti anche se vedremo in seguito alcune tecniche con gli acrilici.
Lo smalto per eccellenza e’ prodotto dalla Humbrol, una delle “storiche” ditte produttrici, esistono poi numerose altre marche come Revell, Testor, Model Master etc o gli acrilici della Tamiya, Gunze Sangyo, Molak etc.
Torniamo a noi, lo Sherman, per nostra fortuna, e’ dipinto con un solo colore, il famoso “US Olive Drab”, per la Umbrol il numero 155, a mio giudizio la tonalita’ che piu si avvicina alla realta’ (in alternativa il 66).
Nel caso in cui non riuscissimo a trovare la marca e il codice indicati, non lasciamoci prendere dal panico, tutte le ditte produttrici forniscono delle tabelle comparative e nella rete troveremo decine di siti dove trovare il corrispondente codice di un’altra marca, il riferimento e’ comunque il “Federal Standard”, nel nostro caso: 34087.
Teoricamente, essendo nuova, potremo utilizzare la vernice cosi’ com’e’, nel caso in cui ci accorgessimo che e’ poco fluida, dovremo usare un diluente, il famoso “thinner”, quasi ogni marca ha il suo diluente, visto che siamo all’inizio andra’ bene un qualsiasi diluente sintetico che useremo anche per la pulitura dei pennelli, l’importante, in questo caso, e’ non versarlo direttamente nel barattolino ma prelevare la quantita’ di colore necessaria e mescolarla in un contenitore a parte.
Dopo tante parole, finalmente, la pratica!
Prendiamo il nostro carro e iniziamo la pittura, di solito e’ consigliabile un “lavaggio” preventivo in acqua e sapone del kit ma si presuppone una certa dose di “pulizia” da parte nostra nel montaggio e incollaggio.
La pennellata dovrebbe essere data in maniera costante: se notiamo una certa difficolta’ nello stendere il colore vuol dire che la vernice e’ poco diluita, se cola o e’ scarsamente coprente, probabilmente l’abbiamo diluita troppo.
Non preoccupiamoci se si vedono le “pennellate”, asciugandosi, la vernice assumera’ una consistenza uniforme, tuttavia conviene dare almeno due mani.
A pittura ultimata, lasciamo riposare il carro per almeno una giornata.

Penso che fino a questo punto non ci siano problemi e la procedura sia standard; ora vorrei proporvi alcune tecniche per far sembrare il nostro carro un po’ piu’ vero.
Prima di tutto dobbiamo “sporcare” il carro.
Per fare cio’ un utilizziamo una miscela di nero acrilico e alcool esattamente in parti uguali.
L’acrilico asciuga abbastanza velocemente e mescolato con alcool accelera ancora di piu’ questo suo potere.
Dovremo dare delle pennellate molto veloci, questo permettera’ al colore di non penetrare troppo e lasciare quindi il colore di fondo parzialmente visibile.
In un altra tecnica, vengono utilizzati gli olii, diluiti con trementina o acqua ragia; se la loro qualità è buona, sono addirittura migliori rispetto agli acrilici perche’ eccellono nella capacità di depositarsi lungo le fessure/rientranze.
Una volta asciugato il tutto dovremo mettere in evidenza le parti in risalto che sono state offuscate dalla nostra precedente passata.
Entra in scena il cosiddetto “dry brushing” la tecnica per cui il pennello deve passare sulle superfici praticamente asciutto dal colore.
Dobbiamo quindi usare un colore che dia un certo risalto, nel mio caso ho usato il Vallejo 117 (Japan Uniform WWII) perche’ ha una giusta tonalita’ di giallo che non “stona” per niente con il resto.
Il risultato di tutte le attivita’ descritte e’ nella figura che segue.
Primi passi (III) - La pitturaIn alternativa al colore sopra indicato puo’ essere sufficiente aggiungere bianco o giallo al colore base. Possiamo ora concentrarci sui particolari come ad esempio: il treno di rotolamento per il quale ho utilizzato del grigio basalto, fanaleria varia (rosso e argento) , manici degli attrezzi (marrone), cannone e mitragliatrici (nero un po’ diluito e lumeggiato in allumino).

Primi passi (III) - La pittura

Dimenticavo una considerazione molto importante: l’utilizzo di uno smalto come colore di fondo, crea una solida base per il successivo utilizzo degli acrilici diventando a tutti gli effetti il famoso “primer”.
Passiamo poi ai cingoli: purtroppo quelli del kit sono abbastanza lontani dalla realta’, non mi sembra pero’ il caso, visto il modello, di ricorrere a costosi rimedi.
Anche in questo caso utilizzeremo uno smalto come base, nel mio caso Gun Metal della Humbrol (codice 53).Il grosso e’ fatto!

Primi passi (III) - La pitturaDopo aver lasciato riposae un po’ il carro, possiamo pasare alla posa delle decals.
Ritengo la cosa non particolarmente difficile anche se e’ necssario un minimo di attenzione.
Cosa importante quanto acquistate un kit e’ controllare che il foglio decal non sia ingiallito o danneggiato, se questo e’ il caso, o rinunciate al kit o mettetevi subito alla ricerca di un nuovo foglio decal.
Ogni singola decal va “rifilata” con un paio di forbici cioe’ bisognerebbe cercare di portare via la maggior parte possibile di pellicola trasparente intorno al dettaglio per fare si che non sia troppo visibile una volta applicata.
Questo perche’ si suppone che, essendo al primo kit non abbiamo ancora a disposizione l’aerografo per dare una mano preventiva di lucido in modo da non far risaltare troppo questi “difetti”.
tecniche_di_modellismo_pittura_4 tecniche_di_modellismo_pittura_5Una volta tagliata, la decal va messa in acqua per pochi minuti.
Sarebbe meglio prelevare la decal con delle pinzette e posizionarla nei pressi della zona in cui la si vuole porre.
Con l’aiuto delle dita (o di una spugnetta) facciamo scivolare la decal sul kit e, approfittando del fatto che e’ ancora “bagnata” possiamo posizionarla come meglio possiamo.
Nel caso in cui si venissero a formare delle bolle sotto la decal, possiamo passarci sopra delicatamente un pennello, se ci accorgiamo di queste bolle o grinze solo dopo l’asciugatura, la cosa si fa piu’ seria e dobbiamo utilizzare degli appositi ammorbidenti per stendere il tutto (ma noi siamo bravissimi no?).
Siamo praticamente giunti alla fine!

Come primo modello, non possiamo lamentarci, non abbiamo utilizzato tecniche strane ne’ ci siamo focalizzati troppo su abbellimenti “paranoici”, il risultato non e’ un modello da concorso ma sicuramente fara’ la sua figura nella nostra bacheca in attesa dei prossimi …

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Autore Giacomo Banche

Occupandomi di modellismo, ho la scusa per poter continuare a giocare con soldatini, macchinine e trenini come quando ero piccolo, la differenza da allora sta’ nel fatto di poter giocare con una certa dose di serieta’. Ho iniziato a 11 anni a montare i gloriosi aeroplani della Airfix, utilizzando le mitiche colle che facevano le “fila” rendendo informi le piccole parti montate; a completare l’opera ci si mettevano le “pennellate” mai uniformi che rendevano i velivoli dei piccoli mostri. Per fortuna il tempo passa e ho scoperto bombolette e aerografo con risultati iniziali disastrosi, poi, a poco a poco grazie ai consigli dei piu` esperti e qualche buon manuale, le cose sono migliorate. Il passaggio dalla plastica al metallo e` un’evoluzione spontanea, forse una questione di “tatto” e corrisponde al mio abbandono di aerei, navi e carri armati per passare alle automobili, in particolare le monoposto di F1, pegno dovuto all’assidua presenza sui circuiti di Monza Imola e Monte Carlo. Quando iniziai la collezione di automobili, agli inizi degli anni 80, si poteva ancora entrare nei box dei circuiti e “toccare” le macchine, osservare i meccanici al lavoro e, se fortunati, vedere anche qualche pilota. Ho iniziato a perdere interesse per il circus prima con la morte di Gilles poi Ayrton e infine con il ritiro di Patrese. A partire dal 95 ho quasi smesso con i modelli in kit perche` era (e lo e` ancora) piu` conveniente acquistare i pezzi montati, qualche piccola modifica e` necessaria, ma i risultati sono sicuramente notevoli. Quando trovo un kit interessante pero' non mi tiro certo indietro! Pur interessandomi ancora alla F1, ho scoperto il mondo dei soldatini in miniatura e si sono aperti nuovi orizzonti. Collezionare soldatini mi permette di continuare l’attività di montaggio-pittura iniziata con gli aeroplani ed è la scusa per documentarsi sui vari periodi storici; in questo modo riesco a integrare il modellismo con la lettura. Con la gestione della "guida" ultimamente mi e' tornata la passione per carri e aerei per cui e' una bella lotta dedicere se iniziare uno Sherman piuttosto che un EFA o una Mc Laren!

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